Guido Cagnacci, la grande arte del seicento europeo in mostra a Forlì
Forlì- “Guido Cagnacci protagonista del Seicento tra Caravaggio e Reni”, questo il titolo della mostra inaugurata lo scorso 20 Gennaio presso i Musei San Domenico di Forlì, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi e dei più alti esponenti della cultura italiana, tra i quali spiccano sicuramente i curatori della mostra Antonio Paolucci, neo-direttore dei Musei Vaticani, che da tempo protrae le sue collaborazioni con la Fondazione Cassa dei Rispormi di Forlì, e Daniele Benati. Entrando nelle ampie sale, tinte in azzurro per l’ occasione, pare di librarsi nel cielo, tra alcune delle opere dei più famosi autori del seicento europeo, che fornirono ispirazione al realismo ed alla sinuosità delle figure di Cagnacci. Caravaggio, Reni, Carraci, Guercino sono soltanto alcuni dei dipinti ospitati nella mostra, che pone sempre a fulcro le innovazioni di Cagnacci, nei tratti del quale possiamo riscontrare il realismo del Caravaggio, la monumentalità delle opere di Reni, senza dimenticare la grande sensualità e lo spessore carnale che presentano tutte sue opere. Per evidenziare i rapporti, le ispirazioni e l’ elaborazione stilistica svolta, alle opere giovanili dell’ autore romagnolo sono affiancati dipinti dei diversi autori ispiratori, provenienti dai più importanti musei europei. Entrando nella seconda sala si stagliano davanti al visitatore due opere immense: “i quadroni”, le enormi tele: “Gloria dei Santi Mercuriale e Valeriano” , che dovevano adornare la Cappella della Madonna del Fuoco del Duomo forlivese. Nella loro maestosità si pone il momento più alto dell’ opera di Cagnacci, con la rappresentazione di un cielo terso, dalle tinte turchese, che ispira religiosità ed al contempo sinuosità e perfezione delle figure. E proprio tra il Sacro ed il profano è il luogo dove meglio possiamo collocare il Romagnolo Guido Cagnacci che, come uno dei suoi grandi ispiratori, Caravaggio, fu costretto a continue peregrinazioni per motivi di giustizia e controversi rapporti con la Chiesa, che lo condussero nella eclettica Venezia ed in seguito a Vienna. Una vita intensa, coronata da amori e passioni che, probabilmente, incrinarono i suoi rapporti con la chiesa romana, ma contribuirono a creare uno stile pittorico che, soprattutto nelle “Cleopatre”, anticipa il realismo e la sinuosità delle rappresentazioni femminili dell’ ottocento. Al fianco della mostra si terrà “Sincronie”, rassegna sul seicento, secolo di Cagnacci e di svolta nel panorama storco-artistico europeo, con incontri assieme ai maggiori esperti del panorama letterario, musicale e filosofico. Una immersione totale nel seicento, unica, ricca e completa, ai Musei San Domenico di Forlì fino al 22 giugno 2008. Luca Rovinalti
Carino, però servono servizi nuovi e molti altri-
CIAO…..IN BOCCA AL LUPO.